La notte non dorme.
Il tamburo chiama.
Se il cuore è veleno…
deve danzare.
Sotto la luna di terra rossa
cammino scalza tra spine e sale
la mia ombra trema, la notte mi morde
con denti antichi di carne e male
Il vento porta una voce lontana
dal mare nero fino ai campi
dice il mio nome, poi batte più forte
come tamburi dentro i miei fianchi
Gira la gonna, gira il dolore
gira la febbre nel mio cuore
non è una festa, non è preghiera
è fuoco vivo nella sera
Danza, danza, finché brucia
la taranta dentro il cuore
danza, danza, luce nera
fino all’alba del dolore
Batti, batti, tamburello
che si spezzi la catena
danza, danza, taranta elettrica
sono viva nella pena
E gira, gira, gira
nel sangue la scintilla
E gira, gira, gira
la notte si inginocchia
Mi hanno detto: “ferma il passo”
ma il passo ormai conosce il fuoco
mi hanno detto: “è solo un morso”
ma il morso ha costruito un trono
Ogni ricordo è una spina d’oro
ogni promessa è un coltello lento
ma quando batte il tamburello
divento tuono, divento vento
Gira la gonna, gira il dolore
gira la febbre nel mio cuore
non è peccato, non è paura
è la mia ombra che si cura
Danza, danza, finché brucia
la taranta dentro il cuore
danza, danza, luce nera
fino all’alba del dolore
Batti, batti, tamburello
che si spezzi la catena
danza, danza, taranta elettrica
sono viva nella pena
Madre notte, prendimi la voce
fa’ che il veleno diventi luce
se devo cadere, cadrò cantando
se devo morire, morirò danzando
Batti più forte
Batti nel petto
Batti nel buio
Batti il difetto
Batti più forte
Batti la sorte
Batti la porta
della mia morte
Danza, danza, finché brucia
la taranta dentro il cuore
danza, danza, luce nera
fino all’alba del dolore
Batti, batti, tamburello
che si spezzi la catena
danza, danza, taranta elettrica
sono viva nella pena
Non era veleno.
Era memoria.
Non era paura.
Era danza.
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