Il Vino delle Ore artwork
The Rooms of Memory

Il Vino delle Ore

“Se tutto passa... qualcosa resta.”
Behind the song

A glass of wine becomes a vessel for time.

Il Vino delle Ore begins with an ordinary evening gesture and slowly opens it into a meditation on age, memory and what survives us. The wine contains distant summers, harvests, names and promises, becoming less a drink than a silent archive of the years that shaped the people around it.

The chamber-like arrangement gives the song room to breathe. Warm baritone, nylon guitar, piano, cello and violin move gradually toward a restrained operatic-rock climax. Its central idea is gentle rather than tragic: everything passes, but not everything disappears.

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Lyrics

Il Vino delle Ore

La sera scende lenta sopra i muri, e l’ultima luce riposa sul bicchiere. Verso il vino senza dire niente, come si apre una lettera che non si osa leggere.
Nel rosso dormono estati lontane, pioggia d’ottobre e mani nella terra. Ogni vendemmia ha perduto qualche nome, ma il vino li conserva nel silenzio della sera.
Non bere in fretta...
Lascia che il tempo ritorni a respirare.
Ci sono anni che aspettano una voce per poter parlare.
Bevo il vino delle ore, quello che il tempo non può cancellare.
Sa di partenze, di polvere e d’amore, di tutto ciò che non sappiamo lasciare.
Bevo piano...
e mentre il mondo passa, la stanza sembra immobile sul mare.
Dentro un bicchiere il tempo si fa rosso,
e per un attimo ci lascia respirare.
C’era una vigna dietro la collina, un vecchio inverno inciso sopra il legno.
Qualcuno disse: “Torneremo a maggio.”
E maggio ritornò...
ma senza noi.
Le bottiglie dormivano nel buio come parole mai pronunciate.
E noi cambiavamo lentamente, diventando ciò che avevamo amato, ciò che avevamo perso, ciò che non tornava più.
Non bere in fretta...
La notte sa aspettare.
Ci sono assenze che imparano col tempo perfino a cantare.
Bevo il vino delle ore, quello che il tempo non può cancellare.
Sa di partenze, di polvere e d’amore, di tutto ciò che non sappiamo lasciare.
Bevo piano...
e mentre il mondo passa, la stanza sembra immobile sul mare.
Dentro un bicchiere il tempo si fa rosso,
e per un attimo ci lascia respirare.
Forse...
non siamo noi a bere il vino.
Forse è lui che beve lentamente noi.
La nostra giovinezza...
le promesse...
le mani che credevamo eterne...
i nomi pronunciati sottovoce quando la notte sembrava non finire mai.
Eppure...
dopo tanti anni...
resta dolce.
Bevo il vino delle ore!
Quello che nessun inverno può spezzare.
Dentro ogni goccia resta ancora il sole,
anche se il giorno ha smesso di brillare.
Bevo piano l’ultima misura,
mentre la notte comincia a scolorire.
Se tutto passa...
qualcosa resta.
Il gusto del tempo...
prima di finire.
O vino delle ore...
custode silenzioso di ciò che siamo stati...
non dire ancora che è finita.
Non bere in fretta...
Il tempo...
sa aspettare.

Lyrics shown in the original language. Production and section instructions have been removed for the public version.